Il futuro dei servizi in mobilità secondo Maurizio Décina

giugno 2011

La telefonia mobile batte Internet: recenti dati parlano di 5,3 miliardi di utenti di cellulari contro 2 miliardi di utilizzatori della Rete nel mondo. E il futuro sarà sempre più Mobile. Se il traffico che transita su Internet fisso dal 2009 al 2014 è previsto in crescita del 34% (e il numero di utenti del 50%) per quanto riguarda il Mobile la crescita media anno su anno dal 2010 al 2015 sarà del 92%. Il 40% dei dati che viaggiano sulla Rete sono generati in un ambiente domestico, il 35% in mobilità mentre il 25% dagli uffici: i due terzi del traffico sono insomma generati indoor, e ciò non può che far focalizzare l’attenzione sull’uso delle femtocelle e delle picocelle, per ora inspiegabilmente snobbate dagli operatori di telecomunicazione.

 

Se questo è lo scenario attuale, secondo Maurizio Dècina, professore di telecomunicazioni del Politecnico di Milano, due fatti importanti stravolgerenno il futuro di Internet. Una è l’Internet delle cose e l’altra è la ricerca semantica, con la quale sarà possibile fare ricerche online più sofisticate di quelle attuali, basate sulla sintassi, ovvero non sulle singole parole ma sul significato delle stesse nel contesto generale del discorso.

 

“Nel 2008 gli utenti di telefonia cellulare erano 2 miliardi, nel 2010 più di 5 e nel 2017 saranno 7,4, esattamente tanti quanti gli esseri umani. E nel frattempo esploderà l’Internet delle cose, l’Embedded Mobile Technology, per il quale il GSMA prevede che ci saranno 50 miliardi di dispositivi interconnessi entro il 2025 - spiega Dècina -. L’Internet of Things ha una capacità di espansione molto superiore all’Internet delle persone, perché i campi di applicazioni sono infiniti e altrettanti i dipositivi che potenziamente potranno essere connessi alla rete. In un futuro prossimo è verosimile pensare di essere in grado di chiedere a Google in una ricerca su web ‘dove sono finite le mie chiavi di casa?’ e tramite l’ausilio di un tag RFid integrato nelle chiavi ottenere la risposta in pochi secondi.”

 

In Cina, molto progredita per quanto riguarda questo ambito e che pianifica anche a 30 anni i propri interventi ed investimenti, l’Internet delle cose si è concretizzata in Wuxy: una città che è un prototipo di “smart city” dove tutto è connesso. Il potenziale delle applicazioni è enorme: impianti industriali, case e veicoli intelligenti e smart sensor che controllano il traffico ed i livelli di inquinamento. Tutto è reso possibile dall’utilizzo di una serie di tecnologie abilitanti già disponibili come l’RFid e le comunicazioni wireless, arrivate attualmente con le connessioni LTE ad una velocità di 100 megabit/s e che presto raggiungeranno 1 gigabit/s con l’LTE di seconda generazione.

 

“Ritengo che la vera sfida della mobilità del futuro saranno i pagamenti NFC (Near Field Communication), un mercato che in Giappone è già una realtà dal 2003, con 50 milioni di utilizzatori. Il mercato è promettente e fa gola a molti: Telco, operatori Internet e produttori di dispositivi, con Android che lo ha integrato tramite Gingerbread e Apple che si è dichiarata interessata a farlo nel prossimo futuro”, commenta Dècina. Altro ambito che offre delle buone opportunità in campo Mobile è l’mHealth, l’utilizzo di strumenti medicali - come bilance, misuratori di battiti cardiaci e pressione - dotati di tecnologia Near Field Communication.

 

“Un telefonino può per esempio leggere il tag RFId integrato nella confezione di un medicinale, riconoscerlo e quindi permettere all’utilizzatore di rilevare in autonomia i parametri e trasmetterli al centro di controllo per interagire con del personale medico – continua Dècina -. Queste opportunità possono essere colte da una molteplicità di attori, telco e operatori Internet, l’importante è muoversi con tempestività”. Anche l’Augmented Reality costituirà un importante scenario di sviluppo futuro. Questa tecnologia ci permette di identificare gli oggetti e gli edifici che ci circondano inquadrandoli con la fotocamera del nostro telefonino e quindi integrando la realtà con informazioni e servizi aggiuntivi, per esempio specificando che tipo di esercizi commerciali – hotel, ristoranti, bar - ci sono nei paraggi, offrendo la possibilità di prenotare, di fare una visita tridimensionale all’interno dello spazio o di vedere il menù. Il telefono cellulare diventerà insomma il nostro agente personale.

 

L’Internet delle cose magnifica il cyberspazio sovrapponendolo alla realtà che ci circonda, filtrando tra il mare di informazioni disponibili quelle più rilevanti per l’utente - commenta l’esperto -. Affinchè questi servizi funzionino c’è bisogno di un’imponente base dati e di una elevata capacità di Analytics dei profili, in modo che il fornitore del servizio possa sapere cosa piace ed interessa all’utente imparando dalle sue attività, dai suoi movimenti”.


 
 
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